L’Eremita: saggezza e introspezione
Immagina di attraversare una foresta fitta e buia, con una lanterna in mano a rischiarare il cammino. È l’immagine che ci offre l’Eremita dei Tarocchi di Marsiglia: una guida solitaria che, nonostante l’oscurità circostante, trova la sua strada grazie alla sua saggezza interiore.
È il simbolo della solitudine scelta, dell’introspezione e della riflessione profonda. Ci ricorda che a volte è bene fare una pausa, ritirarsi dal mondo per capirsi meglio e preparare il futuro.
📍 Da dove viene l’Eremita?
L’Eremita fa la sua prima apparizione nel XVo secolo nei tarocchi italiani del Rinascimento, dove la carta era dapprima chiamata « Il Vecchio » o « Il Saggio », riflesso del rispetto che la società medievale accordava agli anziani.
I primi esemplari, come nel Tarocco Visconti-Sforza, lo raffiguravano già con la sua lanterna, ma è con il Tarocco di Jean Dodal nel 1701 che si fissano i codici visivi attuali, consolidati dalla versione di Nicolas Conver (1760), riferimento del Tarocco di Marsiglia tradizionale.
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